IES. Istituto di Evoluzione Sessuale

Verso una Epistemologia della Sessualità….

Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l’addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.

(Aristotele, Protreptico o Esortazione alla filosofia)

Per la loro intrinseca natura, la sessualità e i suoi disturbi sono pratici così come deve essere pratica la scienza che, attraverso il sesso, lega corpo e psiche. Ovvero la ”Sessuologia”.

Da dove deriva, dunque, e come si colloca la necessità di parlare di una Epistemologia della Sessualità?

Una comprensione dello sviluppo individuale, sessuale e non, del senso delle trasformazioni patologiche e delle relative procedure terapeutiche, richiede che si guardi all’essere umano come un essere complesso,  superando la visione cartesiana dell’uomo macchina diviso tra mente e corpo.

Possiamo comprendere se guardiamo all’essere umano come essere STORICO, ovvero che risulta comprensibile all’interno della sua storia di vita, INCARNATO in un corpo “vivo” (e.g. il “Leib” husserliano) e SITUATO in un preciso contesto (Arciero 2009, Liccione 2012).Un essere che esiste, dunque, come corpo vivo nella relazione con il mondo.

E cos’è la sessualità se non un modo di esser-ci di un corpo vivo nella relazione con l’Altro (e con Sè, ovviamente)?

Nonostante queste considerazioni, non pochi sono i detrattori di una epistemologia della sessualità.

“L’argomento sessualità avrebbe connotazioni in qualche modo contrapposte a quelle propriamente filosofiche; esso sarebbe l’espressione di inferiori qualità umane tale da non possedere neppure dignità di ‘problema filosofico’.

Questo almeno è quanto sostiene Wittgenstein (tratto da Il Manuale del Consulente Sessuale a cura di Giovanni Cociglio, Ediz.Franco Angeli).

Vedi anche:

» Sessuologia medica

» Sessuologia psicologica

» Sessualità