IES. Istituto di Evoluzione Sessuale

Intervista di Sofia Natella ad Ayzad e al Dr. Alberto Caputo

 

Frustini, candele, corde, dominio e sottomissione… la trilogia 50 sfumature ha ridestato la curiosità per i giochi erotici di potere. E il relativo dibattito. Qualcuno né è spaventato e le reputa pratiche “perverse”, chiamandole semplicemente sadomaso; qualcun altro ne è affascinato ed eccitato, e forse vorrebbe avventurarsi in qualche sperimentazione. Di certo, attorno all’argomento gravitano tabù, pregiudizi, ideali e leggende.

“Ciò che fa paura dell’eros estremo in generale non è la realtà di queste pratiche, ma le strane idee che ne abbiamo – e che derivano da un miscuglio di preconcetti, stereotipi (sbagliati) mediatici e mancanza o eccesso di immaginazione”, commenta Ayzad, il principale divulgatore italiano in materia di sessualità alternative. Così, abbiamo deciso di fare qualche domanda a lui, e ad Alberto Caputo, psichiatra e sessuologo, per cercare di capire qual è l’essenza delle relazioni erotiche di dominio e sottomissione, oltre la finzione letteraria e l’immaginario comune.

E abbiamo scoperto verità inattese. Ad esempio, che…

1.  Non sono giochi per persone “strane”. Infatti, “l’istinto di dominio e sottomissione è naturale e fa parte di un corredo evoluzionistico che garantisce l’adattamento della specie, ed è insito nella nostra biologia. Queste dinamiche sono presenti in gran parte della nostra vita, e in ogni tipo di relazione (genitori, scuola, amici, coppia). Quando vengono intellettualizzate, rielaborate e sessualizzate, creano una dimensione di gioco e di eccitazione, che va oltre il puro aspetto di dominanza e assume aspetti creativi”, spiega Caputo, “e che si può esprimere in modo più o meno esplicito, dichiarato o consapevole nella sessualità di ognuno”, conclude Ayzad.

2. Sono giochi per Adulti con la A maiuscola. Spesso ci si immagina che chi prova piacere nell’essere sottomesso, o nel dominare il partner, sia una persona fragile e immatura, ma è tutto il contrario. “Perché questi giochi siano vissuti e praticati in modo positivo, occorre che i partner siano persone realmente mature, consapevoli di sé stesse, responsabili”, sottolinea Caputo. Inoltre, per quanto possano apparire sregolati, “i giochi di dominio e sottomissione hanno delle regole ben precise: devono essere sani, sicuri e consensuali, ci deve essere una parola di sicurezza che se pronunciata interrompe immediatamente il gioco; sono assolutamente necessari dialogo e rispetto reciproco. Il resto è (bellisima) esplorazione” aggiunge Ayzad.

3. Non fanno male (al corpo). I giochi di potere, di autorità e BDSM (acronimo per Bondage & Discipline, Sottomissione e Masochismo, n.d.r ) “sono a tutti quei giochi erotici in cui un partner si affida totalmente alla volontà dell’altro, che possono andare da una sensuale e sottilissima complicità alla ricerca metodica dei limiti e delle possibilità più estreme del corpo e della mente umani” spiega Ayzad. Il dolore fisico quindi non è necessario per definire un gioco di dominio e sottomissione, come forse in molti si aspetterebbero, e l’estremo è solo una delle possibili sfumature. A ognuno trovare la propria.

4. Non fanno male (alla mente). “Una volta che si entra in contatto con queste dinamiche umane profonde” spiega Caputo, “si ha un ampliamento dei propri orizzonti in termine di consapevolezza, di libertà di azione e pensiero. La possibilità che abbiamo di astrarre questi meccanismi universali e di giocarli in un ambiente protetto con una persona di cui ci fidiamo apre la mente, permettere di conoscere ed esprimere sé stessi, e spesso rappresenta un arricchimento sia per l’individuo che per la coppia, attraverso un legame davvero intimo”.